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Una “Anagrafe Sociale” realizzato con parrocchie, scuole e medici per combattere il disagio
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Una “Anagrafe Sociale” realizzato con parrocchie, scuole e medici per combattere il disagio29.01.2009
Una città sociale, una città più giusta: non è uno slogan ma il principale
obiettivo di mandato che l’Amministrazione guidata dal sindaco Mimmo Giorgiano intende perseguire e
per questo il Comune si è dotato di uno strumento altamente innovativo come l’Anagrafe Sociale,
presentata poco fa a villa Bruno alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione, alla
Formazione e al Lavoro Corrado Gabriele. Il progetto ha visto la collaborazione dell’ufficio
Politiche Sociali del Comune di San Giorgio a Cremano, delle istituzioni sanitarie territoriali,
degli enti del terzo settore, del mondo scolastico e religioso ed ha dotato l’Amministrazione
Comunale di un database unico delle persone che vivono uno stato di disagio e che risiedono a San
Giorgio a Cremano.
“Grazie all’Anagrafe Sociale – spiega l’assessore alle Politiche Sociali
Luciana Cautela - per la prima volta un Comune del Napoletano ha a disposizione uno strumento per
consentire che non sia la domanda ad adattarsi all’offerta dma l’offerta a rispondere alle domande
di servizi da parte dei cittadini. La finalità generale del progetto è stata quella di fornire un
supporto conoscitivo all’A mministrazione coinvolgendo tutti i soggetti pubblici e privati che
operano nell’ambito della promozione della crescita delle competenze della comunità cittadina
attraverso un migliore accesso delle risorse disponibili e una maggiore partecipazione ai processi
sociali in atto, partendo dal presupposto che un sistema di politiche e interventi sociali ha
necessità di conoscere continuamente, attraverso la ricerca, l’evoluzione dei bisogni e delle
domande, oltre che l’e fficacia delle risposte che i vari servizi esistenti sono in grado di
fornire.”
E’ stata realizzata una mappatura del territorio, consistente in una raccolta di informazioni
relative a:
-
la situazione anagrafica: (popolazione residente per sesso, classi di età e stato civile,
numero di famiglie, componenti medi per famiglia, saldo naturale).
-
la situazione sociale: condizione minorile (abbandono e dispersione scolastica, criminalità
e devianza, abusi e violenze), condizione anziana (stato di salute, situazione socio-economica),
immigrazione, handicap, donne in condizioni di disagio.
E’ stato, inoltre, realizzato un software opensource (a cura dell’associazione Open Mind) per
la catalogazione informatica dell’Anagrafe Sociale, adattato tecnicamente alle esigenze dell’ente.
In particolare, grazie ad una attività di data entry dei nominativi di cittadini emersi nel corso
della ricerca, insieme ad una catalogazione delle esigenze, già emerse o latenti, di cui tali
cittadini sono portatori, sono stati informatizzati dati riguardanti circa 4.000 cittadini. A
presentarlo alla città è stato Roberto Boschi, autore di testi universitari di
informatica.
“Il progetto Anagrafe Sociale – spiega il sindaco Mimmo Giorgiano - ha mostrato che quasi l’8%
della popolazione sangiorgese usufruisce ogni anno di servizi sociali da parte del Comune. A questo
dato va aggiunto un ulteriore dato che riguarda le famiglie che vengono seguite dai servizi
sociali. Si tratta di circa 800 nuclei familiari che ai titoli più disparati (inadempienza
scolastica, presenza di persone con handicap, di anziani soli, segnalazioni generiche, eccetera)
hanno avuto contatto con gli assistenti sociali in forza al Comune di San Giorgio a Cremano. A
tutta queste persone noi vogliamo dare servizi migliori e un maggiore ascolto delle loro esigenze.
“La Regione Campania fa proprio il progetto “Anagrafe Sociale” della Città di San Giorgio a
Cremano e vuole utilizzarlo a modello per le altre 511 città campane – spiega l’assessore regionale
all’Istruzione, Formazione e Lavoro Corrado Gabriele – Il tentativo di costruire una rete salda sul
territorio per venire incontro alle esigenze dei cittadini rappresenta senza dubbio una buona
prassi. L’Anagrafe Sociale è molto utile in un periodo come quello che stianmo vivendo, in cui
300mila lavoratori esperti rischiano di andare in cassa integrazione ed in cui ogni anno 33mila
maggiorenni qualificati sono costretti ad emigrare al Nord o all’estero.”
Analizzando i risultati dello studio, l’universo che viene fuori da una lettura dell’Anagrafe
Sociale è pesantemente sbilanciato verso le classi di età superiore. Il numero di donne censite
infatti supera il 70 % dei richiedenti, mentre il la componente ultrasessantenne vede una
eccezionale prevalenza della classe di età superiore ai 60 anni. Si tratta della classe di età che
più difficilmente riesce ad accedere ai servizi per problemi di mobilità personale che per problemi
di mancanza di relazioni. La scelta di raggiungere le persone per il tramite di osservatori
privilegiati è stata da questo punto di vista particolarmente fruttuosa: la società attraverso le
reti di vicinato e la solidarietà che si auto-organizza dal basso riesce a raggiungere queste
persone meglio delle stesse Istituzioni stesse, pur non essendo in grado, per evidente mancanza
delle forze necessarie, di fornire loro il supporto necessario.
Per quanto concerne le richieste che questi cittadini fanno all’A
mministrazione Comunale, la maggior parte degli utenti (oltre il 60 %) ha fatto una richiesta di
contributo economico. Buona parte di essi avrebbe voluto ottenere il reddito di cittadinanza. In
molti hanno detto di aver bisogno di trovare un lavoro: è innegabile una scarsa presenza di servizi
di inserimento lavorativo nel territorio dell’ambito, se si escludono le borse lavoro, comunque
riservate ad una precisa categoria di utenza, i disabili psichici. A partire da questo dato, assume
sempre maggior importanza la realizzazione di iniziative sperimentali volte all’inserimento
lavorativo di persone con problemi sociali che, magari appoggiandosi alla rete dei servizi già
esistenti (parrocchie, informagiovani, servizi sociali) possano realizzare progetti volti a creare
occupazione proprio a partire da persone disoccupate di lunga durata, come quella messa in atto
dagli Assessorati alla Formazione e alle Politiche Sociali nel 2008 di favorire l’effettuazione di
stage e tirocini retribuiti e non retribuiti nel settore turistico-alberghiero.
Un altro interessante bisogno che emerge, invece, riguarda i servizi di
compagnia per le persone anziane e sole. Diverse persone chiedono all’amministrazione di poter
essere accompagnate a fare una passeggiata in città o all’interno dell’abitazione domestica. È
forse possibile richiedere alle associazioni di volontariato parrocchiali, di cui il progetto ha
rilevato una grande capacità di attivazione, di realizzare servizi di compagnia di questo tipo
attraverso personale volontario. Lascia certamente meno colpiti, soprattutto alla luce della
composizione della popolazione che ha scelto di lasciarsi coinvolgere nel progetto, lo scoprire che
alcune persone hanno richiesto servizi per l’handicap (invalidità, assistenza domiciliare,
richiesta di accompagnamento) e per la casa (contributo economico per il fitto, autonoma
sistemazione). Si evince, quindi, che dall’a pporto del volontariato avrebbero grande beneficio le
persone anziane e gli stessi volontari coinvolti, ma anche la comunità sangiorgese nel suo
complesso. |