La processione di San Giorgio

La statua di un santo veniva portata in processione per numerosi motivi: per fecondare il terreno, per allontanare la siccità o alluvioni, per difendere il territorio da alcuni pericoli mortali.

Storia

Le origini della processione sono molto antiche. Si pensa che già nel X secolo si facesse una processione portando una statua di legno raffigurante San Giorgio. Non era la statua conservata al Cimitero, perché l'immagine di San Giorgio a cavallo fa la sua comparsa nel Duecento e quella presente al Cimitero risale al Quattrocento mentre la statua a mezzo busto è del Seicento. Questa prima processione veniva fatta nella località Capitiniano.

Era una zona semiselvatica, tortuosa, poco abitata. La statua veniva messa su di una base fornita di due stanghe, ornata con fiori, ceri accesi e trasportata a spalle. Il tragitto non era ben delineato, ma veniva modificato a seconda delle richieste e delle necessità dei devoti. La processione non usciva dal territorio di Capitiniano, perché nella parte bassa primeggiava Sant'Aniello. Quando nel Duecento iniziò la decadenza del casale di Sant'Aniello, il tragitto della processione si allungò e forse si pensò anche ad una statua più grande.

Dal 1570, data di costruzione della chiesa di Santa Maria del Principio, la processione partiva da quella chiesa, attraversava le strade comode e raggiungeva sia la parte bassa che quella alta del paese. La statua che veniva portata non risulta fosse quella che oggi si conserva al Cimitero. Forse con la nuova chiesa fu creata anche una statua nuova del santo utilizzata magari solo per la processione. Non è pervenuta a noi.

Con i parroci don Donatello Buono e don Gabriele de Luciano la processione si svolgeva probabilmente la domenica dopo il 23 aprile. Quando nel 1631 la chiesa di Santa Maria del Principio fu coperta dalla lava, mentre la chiesa di San Giorgio Vecchio non subì nessun danno, la processione prevedeva anche una sosta breve presso quella chiesa per poi ritornare indietro. Verso la fine del Seicento il parroco Carlo Borrello da Roma ottenne, dietro insistenza dei sangiorgesi, la concessione per sette anni, rinnovabile, dell'indulgenzaplenaria a chi visitasse la chiesa di San Giorgio Vecchio. La processione di quel tempo prevedeva già fuochi d'artificio, musiche, canti, danze popolari, gare di ogni genere, bancarelle con dolciumi e giocattoli.

Nel Settecento la chiesa di Santa Maria del principio ricevette in dono da Emmanuela Caracciolo Pignatelli, duchessa di Montecalvo, una nuova statua di San Giorgio, a mezzo busto, ed è quella che noi oggi veneriamo. Questa statua a poco a poco si ricoprì d'argento, ma dopo i ripetuti furti non fu più rivestita dell'armatura. Essa fu portata in processione al posto di quella utilizzata nel Seicento. Compare alla processione anche il governo della Congrega dell'Immacolata.
Nell'Ottocento, con il parroco don Domenico de Somma, abbiamo notizia della doppia processione di San Giorgio. La prima avveniva nell'ultima domenica di aprile, accompagnata dalla musica, da un distaccamento di cavalleria e alle volte di fanteria. C'era di nuovo la sosta alla chiesa di San Giorgio Vecchio per una settimana intera per la venerazione di tutti. Poi nella prima domenica di maggio la statua veniva portata in parrocchia. Fa anche la sua comparsa il carro sul quale venivano posti dei ragazzi vestiti da angioletti che cantavano le lodi al santo accompagnati dal suono di alcuni strumenti musicali.

Questo carro era trainato da quattro cavalli e girava sia nella domenica precedente al 23 aprile per distribuire i premi agli abitanti dei paesi confinanti e sia il giorno 23 aprile per i sangiorgesi. Questa usanza fu abbandonata nel 1867.

Durante l'eruzione del 1º e 6 maggio 1855, al tempo del parroco don Domenico Baldari, la lavasi fermò ai confini di San Giorgio a Cremano nei giorni 12 0 13 maggio. Gli abitanti invocarono molto San Giorgio e l'Immacolata e promisero che se la lava si fermava avrebbero portate le due statue lì dove la lava si era fermata. Così avvenne. Il 20 maggio 1855 dalla parrocchia Santa Maria del Principio partì la processione con la presenza del cardinale di Napoli Sisto Riario Sforza. Seguivano la processione anche la Congrega dell'Immacolata e San Raffaele. In questa occasione, per la prima volta, venne portata anche la statua dell'Immacolata. Questo avvenne anche per le eruzioni del 1868 e del 1872.

Alla fine del 1800, con il parroco don Francesco Pannico, si svolgevano tre processioni, tutte nel mese di maggio perché c'erano più villeggianti. Non si teneva più quella dell'ultima domenica di aprile che era stata la prima e originaria processione di San Giorgio.

Le processioni si svolgevano la mattina della prima e seconda domenica di maggio, mentre quella della quarta domenica di maggio avveniva di pomeriggio portando le statue di San Giorgio e dell'Immacolata verso San Sebastiano al Vesuvio, nel luogo dove si era arrestata la lava del 26 aprile del 1872. La processione fu detta della lava. All'inizio del Novecento il parroco Pannico volle imitare la processione di San Gennaro che ancora oggi, tra aprile e maggio, viene realizzata portando circa 50 statue di altri santi venerati a Napoli. Anche a San Giorgio a Cremano nelle processioni della prima e seconda domenica di maggio vennero portate statue di santi prelevate dalla parrocchia e dalle case private. In tutto erano 19 statue.

La processione era così ordinata: banda musicale, congrega di San Raffaele con stendardo e pannetto, altra banda musicale, le statue di altri santi con San Michele in testa e per ultima San Giuseppe, il parroco ed altri sacerdoti e subito la statua di San Giorgio. Alla processione della quarta domenica di maggio non partecipavano le altre statue.

Nel mese di marzo del 1944 al tempo del parroco don Giorgio, si ebbe una nuova eruzione ed il 22 marzo 1944 furono portate le due statue dove la lava si fermò. Si ritornava poi lì ogni 10 anni.

Nel 1953 venne abolita la processione delle statue mentre rimasero le tre processioni.

Nel 1968 al tempo del parroco don Francesco Sannino le due processioni della prima e seconda domenica di maggio furono ridotte ad una e poi quella della quarta domenica di maggio.

Nel 1972 con il parroco don Pasquale Ascione rimase solo quella della quarta domenica di maggio detta della lava ed oggi si ferma nella zona contrada Patacca.